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Ma come, solo ora? Già, e non poteva essere altrimenti. La Spagna vince nel calcio a 11, e a questo punto diventa sulla bocca di tutti i saccenti "il modello da copiare". Purtroppo questa ricerca è, a mio modo di vedere, la conferma di un nuovo atteggiamento sbagliato, dipendente (per l'ennesima volta) dal risultato. Ovviamente potrei essere solo felice che l'Italia possa diventare una "Spagna bis" nel mondo dello sport, ma ho i miei dubbi sul fatto che lo possa essere davvero, e li espongo qui di seguito. Primo: Vorrei capire cosa è praticamente questo "modello". Un sistema tattico? Un modo di allenare? Un atteggiamento culturale? Di cosa stiamo parlando? E ancora: mettersi a copiare un "modello" in quando ora ha ottenuto vittorie a livello mondiale sottolinea che l'obiettivo del "copiatore" è vincere. E' sufficiente? Io mi domando allora... è imporante vincere, o anche come si vince? E... cosa è una vittoria? La Germania ha un modello "perdente"? Secondo: Perchè tutta questa voglia di "copiare" arriva ora che la Spagna ha (ri)vinto nel calcio a 11? I segnali avuti dal basket, dal tennisi, dai motori, dal ciclismo... quelli contavano solo marginalmente? Il problema è che, secondo me, il "modello" a cui si fa riferimento sui media italiani senza capire bene di che si parla, non è altro che un ragionamento semplice sul valore dello sport nella società contemporanea, un'analisi della situazione sociale in relazione allo sport e un disegno preciso che parte dalla scuola d'infanzia ed arriva all'università passando per lo sport agonistico in relazioni alle tradizioni ed alla cultura del proprio paese. La Germania ha stravinto questa sfida da decenni, si aggiorna e si trasforma dalla e nella scuola per arrivare sulle piste d'atletica e nelle piscine. La spagna ha fatto la stessa cosa... solo che ha avuto più fortuna ultimamente ed ha trovato più talenti e più fortuna nelle vittorie. I risultati sono solo conseguenze della bontà del lavoro che sta dietro. Dietro a vittorie e sconfitte ci sono variabili che non dipendono solo dalla bontà del lavoro fatto, per cui è sbagliato prendere a riferimento il "modello spagnolo" solo perchè ha vinto (mi limito al termine "sbagliato" ma la tastiera mi suggerisce altro!!); la cartina al tornasole della bonta del lavoro dello sport italiano sono 2200 spettatori di media nel campionato di A1 di basket contro un media di 4500 del resto d'europa. Sono le scuole volley maschili vuote, sono una serie di discipline sportive senza settore givanile!!!! (Futsal, Hockey, Rugby, Ateltica, Pallamano...). Il lavoro dello sport italiano si traduce in tecnici che possono allenare settori giovanili con il tesserino preso 40 anni fa senza aver fatto corsi d'aggiornamento, e, per contro, laureati in scienze motorie di 23 anni che non possono allenare perchè i corsi federali sono riservati ai maggiori di 25 anni (FIGC). E potrei andare avanti ore.... Ci vuole umiltà e voglia di cambiare: capire che lo sport non è la partita alla domenica ma molto di più. E la voglia di cambiare deve partire dall'umiltà di chi considera il Calcio a 11 lo sport: che capisca che è uno sport, come tutti gli altri. Felice, felicissimo per la vittoria della Spagna... auguro a tutti buone ferie! Condividi |